Il Protettore delle anime (2015)
Saggio curatoriale
26 Apr 2026In Il Protettore delle Anime (2015), Gheorghe Virtosu sviluppa un’articolazione decisiva di una logica proto–New Perfectionist, in cui il campo pittorico funziona come luogo di convergenza psichica e sistemica. A differenza delle opere successive, che stabilizzano l’astrazione relazionale in una coerenza distribuita, questa composizione mette in primo piano tensione, frammentazione e pluralità interna come condizioni primarie dell’emergere del senso. Il dipinto non rappresenta le “anime” come entità discrete; le configura piuttosto come strati intrecciati di percezione, memoria e affetto, inseriti in un sistema formale dinamicamente instabile.1
L’asse verticale centrale funziona come spina strutturale, dividendo la composizione in campi specchiati ma asimmetrici. Questa divisione assiale introduce un ordine latente, richiamando sia la simmetria anatomica sia il dualismo metafisico — corpo e anima, interno ed esterno, sé e altro. Tuttavia, questa simmetria apparente è continuamente perturbata da protrusioni laterali e geometrie stratificate che si estendono verso l’esterno, producendo una condizione di disequilibrio sistemico. L’asse non agisce quindi come centro stabilizzante, ma come spazio di tensione in cui forze opposte sono mantenute in un equilibrio provvisorio.2
Una caratteristica definente dell’opera è la segmentazione a griglia nel registro superiore, dove blocchi cromatici e texture strutturate formano una matrice di informazione visiva. Questa griglia non impone un ordine rigido; funziona piuttosto come struttura permeabile attraverso cui le forme passano, si sovrappongono e si trasformano. L’interazione tra unità codificate e contorni organici suggerisce una negoziazione tra sistemi e esperienza vissuta, in linea con teorie dell’astrazione come campo relazionale di dati piuttosto che rappresentazione fissa.3
La curvatura biomorfica domina le regioni inferiori e centrali, dove le forme si espandono, si contraggono e si ripiegano l’una nell’altra. Queste forme evocano associazioni corporee e viscerali — organi, arti o strutture embrionali — pur resistendo a qualsiasi identificazione stabile. Il corpo non è rappresentato, ma implicato come topologia mutevole, luogo di trasformazione piuttosto che entità fissa. Ciò si inserisce nella più ampia esplorazione di Virtosu dell’esperienza umana come condizione fluida e contraddittoria, modellata da pressioni interne ed esterne.1
Cromaticamente, il dipinto si basa su un’interazione ad alta intensità tra rossi saturi, blu profondi e gialli luminosi su un fondo denso e materico. Lo sfondo, composto da variazioni tonali finemente modulate, crea un campo atmosferico di pressione che al tempo stesso contiene e amplifica le forme centrali. Le zone rosse dominano il registro inferiore, suggerendo accumulo, كثافة (densità) e भार (carico emotivo), mentre i toni più freddi introducono רגעים (momenti) di distanza e riflessione. Il colore agisce qui come forza attiva, strutturando la percezione e allo stesso tempo destabilizzando la coerenza spaziale.2
Il titolo Il Protettore delle Anime introduce un paradosso concettuale centrale all’interpretazione dell’opera. La protezione non è visualizzata come contenimento o difesa, ma come esposizione all’interno di un sistema complesso di forze. Il “protettore” non è una figura, ma una condizione: la capacità del sistema di sostenere la molteplicità senza collasso. Questa idea risuona con le riflessioni di Virtosu sull’arte come mezzo dell’esperienza umana, in cui conflitto interno e resilienza vengono esteriorizzati e riorganizzati.3
Nella traiettoria del New Perfectionism, quest’opera può essere intesa come fase formativa di passaggio dalla frammentazione espressiva verso una coerenza sistemica. Mentre le opere successive raggiungono un equilibrio relazionale più stabile, Il Protettore delle Anime conserva una forte volatilità, enfatizzando i processi di emergenza più che gli stati risolti. Il dipinto funziona così come soglia concettuale e formale, segnando il passaggio dall’astrazione come espressione all’astrazione come sistema — in cui l’“anima” non è più essenza interiore, ma fenomeno distribuito in un campo di trasformazione continua.
Biografia dell’artista
Gheorghe Virtosu è un pittore contemporaneo il cui lavoro esplora l’astrazione come strumento per articolare condizioni psicologiche, sociali e sistemiche complesse. La sua pratica è caratterizzata da composizioni su larga scala che integrano segmentazione geometrica e fluidità biomorfica.
Emergendo da un contesto segnato da sconvolgimenti politici ed esperienze personali difficili, Virtosu trasforma il vissuto in un linguaggio visivo definito da intensità, trasformazione ed esplorazione strutturale.
La sua produzione della metà degli anni 2010 segna il passaggio verso ciò che verrà successivamente formalizzato come New Perfectionism, un quadro in cui l’astrazione funziona come sistema di forze interrelate piuttosto che come modalità rappresentativa.
Attraverso tecniche a olio stratificate e strategie compositive complesse, costruisce ambienti immersivi che richiedono una partecipazione percettiva attiva e resistono a interpretazioni fisse.
Note tecniche
Realizzato a olio su tela (317 × 191 cm), il dipinto adotta un formato verticale monumentale che rafforza la sua organizzazione assiale e stratificata. La composizione è strutturata da una divisione centrale (विभाजन), completata da un registro superiore a griglia e da forme biomorfiche espanse nel campo inferiore.
La superficie è densamente lavorata con strati di pigmento, producendo una qualità tattile (qualità) che accentua l’ambiguità spaziale dell’opera. Texture strutturate e segmentazione cromatica interagiscono con contorni fluidi, generando una tensione continua tra ordine e trasformazione organica.
La modulazione tonale fine dello sfondo (micro) crea un campo atmosferico che avvolge la composizione, intensifica l’interazione tra gli elementi in primo piano e rafforza la complessità sistemica del lavoro.
Note
- Alina Livneva, “Great Energy, Colors, and Motion – Gheorghe Virtosu’s Abstract Art”, 2018.
- Virtosu Art Gallery, descrizioni delle opere (2015–2016).
- Robert McIntosh, “Finding Light in the Darkness”, 2018.
Bibliografia selezionata
- Livneva, Alina. “Great Energy, Colors, and Motion – Gheorghe Virtosu’s Abstract Art”.
- McIntosh, Robert. “Finding Light in the Darkness”.
- Virtosu Art Gallery. Collected Works and Descriptions.
- Deleuze, Gilles. Differenza e ripetizione.
- Eco, Umberto. L’opera aperta.
- von Bertalanffy, Ludwig. Teoria generale dei sistemi.
- El Arte Monumental, «Nuova Perfezione e astrazione sistemica nella pittura contemporanea.» 2026.
