DNA DIVINO — Volume I, sistema visivo catalogato di Gheorghe Virtosu, pubblicato da El Arte Monumental.
DNA DIVINO: L’Architettura dell’Identità

DNA DIVINO: L’Architettura dell’Identità

Un quadro teorico per la ricerca culturale

La questione dell’identità ha occupato la filosofia, la religione, la politica, l’antropologia e l’arte nel corso dell’intera storia umana. In questi ambiti, l’identità è stata spesso compresa attraverso categorie di origine: ascendenza, territorio, lingua, credenza, cultura e memoria collettiva.

DNA Divino nasce da questa problematica. Piuttosto che affrontare l’identità come un soggetto da rappresentare, il progetto indaga le condizioni organizzative attraverso le quali l’identità diventa possibile.

Il titolo stabilisce il fondamento concettuale di questa ricerca. Il DNA indica l’eredità e la trasmissione, mentre il termine “divino” introduce la fede, la conoscenza simbolica, l’immaginazione collettiva e la memoria culturale.

All’interno di questa prospettiva, l’identità non può essere ridotta a un’unica origine. Essa emerge attraverso eventi storici, tradizioni religiose, formazioni politiche, strutture linguistiche, istituzioni sociali ed esperienza personale.

L’obiettivo di DNA Divino non è illustrare identità né catalogare differenze culturali. Piuttosto, il progetto indaga le strutture attraverso le quali le identità vengono generate, mantenute, trasmesse e trasformate.

Dipinti, codici e formazioni simboliche non funzionano né come immagini isolate né come frammenti di una narrazione lineare. Il loro significato emerge attraverso relazioni, corrispondenze e modelli di organizzazione.

Ciò che distingue in definitiva DNA Divino è la sua proposta secondo cui l’identità può essere considerata come un’architettura: una disposizione evolutiva di relazioni capace di produrre coerenza senza eliminare la differenza.

Spostando l’attenzione dalla rappresentazione all’organizzazione, DNA Divino suggerisce che l’identità non sia qualcosa che semplicemente esiste. Essa viene continuamente costruita attraverso le strutture, le memorie, le credenze e le relazioni che modellano la vita umana.

Note

  1. Il termine DNA Divino è utilizzato come quadro concettuale attraverso il quale l’identità viene esaminata come un processo di formazione piuttosto che come una condizione fissa di origine.
  2. Questo saggio distingue tra la rappresentazione dell’identità e l’indagine dell’identità come struttura. Il progetto affronta l’identità attraverso relazioni, trasmissione, memoria, credenza e organizzazione piuttosto che attraverso una classificazione simbolica.
  3. Il titolo combina due ambiti di ricerca: l’eredità biologica, rappresentata dal DNA, e i sistemi culturali, spirituali e simbolici, rappresentati dal termine “divino”.
  4. All’interno di questo quadro, l’identità è intesa come una condizione dinamica plasmata da forze storiche, sociali, politiche, culturali e spirituali.
  5. Il progetto rifiuta modelli essenzialisti dell’identità fondati su origini uniche o categorie fisse.
  6. Le singole opere d’arte funzionano come entità autonome pur partecipando a configurazioni più ampie di relazioni e corrispondenze.
  7. I codici operano come strutture parallele che ampliano il campo concettuale dell’opera centrale senza fungere da illustrazioni o elementi subordinati.
  8. Il significato viene generato attraverso posizione, allineamento, ripetizione, variazione e relazioni strutturali piuttosto che attraverso una sequenza narrativa.
  9. Il progetto considera l’organizzazione visiva come una modalità di ricerca attraverso la quale i sistemi di identità diventano percepibili.
  10. L’identità viene esaminata come una condizione di formazione continua prodotta dall’interazione tra eredità, memoria, cultura, credenza ed esperienza.
  11. La pubblicazione è strutturata come una configurazione spaziale piuttosto che come un documento lineare, consentendo molteplici punti di accesso e interpretazione.
  12. Il concetto di architettura è impiegato come modello analitico che descrive l’organizzazione delle relazioni piuttosto che la costruzione di una forma fisica.
  13. DNA Divino colloca l’identità all’interno di un più ampio campo di processi storici, simbolici e culturali interconnessi.
  14. La proposta centrale del progetto è che l’identità possa essere compresa come un’architettura in evoluzione generata attraverso sistemi di trasmissione, trasformazione e relazione.

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