Guerra in Ucraina (2025) — Anno: 2023–2025 — Olio su tela — H 3,0 m × L 3,4 m
Guerra in Ucraina (2025) — Anno: 2023–2025 — Olio su tela — H 3,0 m × L 3,4 m

Guerra in Ucraina (2025)

Saggio curatoriale

In Guerra in Ucraina (2022–2025), Gheorghe Virtosu costruisce un campo pittorico che riconfigura il conflitto in corso dell’invasione russa dell’Ucraina come un sistema di forze distribuite piuttosto che come un evento rappresentativo. Lavorando in un formato quadrato monumentale, la composizione abbandona l’immagine descrittiva a favore di una matrice densa e interconnessa in cui strutture geometriche e forme biomorfiche operano in tensione continua. Il dipinto non raffigura eventi specifici né figure identificabili; traduce invece la pressione geopolitica, l’instabilità territoriale e la persistenza umana in un linguaggio visivo astratto strutturato da frammentazione, allineamento e discontinuità.1

Una caratteristica distintiva della composizione è la struttura sottostante a griglia, che introduce un senso provvisorio di ordine sulla superficie. Questo impianto strutturale è tuttavia costantemente frammentato da intrusioni angolari e spostamenti curvilinei che ne attraversano e destabilizzano la coerenza. Le divisioni verticali e orizzontali suggeriscono una segmentazione territoriale, mentre vettori diagonali attraversano queste zone, producendo una logica visiva di incursione e resistenza. A differenza di un’astrazione puramente caotica, l’opera mantiene una tensione tra sistema e collasso, riflettendo la fragile persistenza della struttura sotto una pressione continua.2

La figurazione emerge in modo intermittente attraverso l’interazione percettiva dello spettatore. Occhi, profili e frammenti corporei appaiono integrati nella composizione, funzionando come punti locali di riconoscimento. Questi elementi non si stabilizzano in identità definite, ma restano contingenti, dissolvendosi con lo spostarsi dello sguardo. Il soggetto umano non è quindi né messo in primo piano né cancellato, ma distribuito all’interno del campo, suggerendo una condizione in cui l’esperienza individuale è inseparabile dalle più ampie forze sistemiche. La percezione diventa un processo attivo attraverso cui il significato è continuamente costruito e destabilizzato.3

La composizione può essere letta come una condensazione spaziale di fasi temporali e operative. Le zone superiori introducono configurazioni più nette e lineari che evocano tensione, sorveglianza e anticipazione. Il campo centrale, densamente stratificato e ritmicamente instabile, corrisponde a zone di conflitto e intreccio, dove forze direzionali si intersecano e competono. Verso la parte inferiore, le forme si allungano e si disperdono, indicando diffusione, persistenza e un esito non risolto. Queste fasi non si sviluppano in sequenza ma coesistono in un unico campo simultaneo, rafforzando il carattere non lineare del conflitto contemporaneo.1

Dal punto di vista cromatico, il dipinto opera attraverso un sistema accentuato di contrasti e risonanze simboliche. I blu e i gialli ricorrono sulla superficie, evocando l’identità nazionale pur rimanendo integrati nella struttura astratta complessiva. Rossi saturi punteggiano la composizione come nodi di intensità, segnando punti di rottura e impatto. Le concentrazioni tonali più scure comprimono la percezione spaziale, mentre le zone più chiare aprono momenti temporanei di leggibilità. Questa interazione cromatica produce un equilibrio dinamico in cui il colore organizza e destabilizza simultaneamente il campo visivo.2

La scala del dipinto e il formato quadrato ne intensificano la dimensione immersiva, racchiudendo lo spettatore in un campo di interazione al tempo stesso compresso ed espanso. L’assenza di un punto focale unico impone una navigazione visiva continua, riflettendo l’instabilità e l’imprevedibilità associate al conflitto in corso. Piuttosto che presentare un’immagine risolta, l’opera mantiene una condizione di tensione percettiva, in cui lo spettatore è chiamato a negoziare relazioni mutevoli tra forma, colore e significato implicito.3

In definitiva, Guerra in Ucraina propone che il conflitto contemporaneo non possa essere adeguatamente rappresentato attraverso una narrazione lineare o un’immagine fissa. Dissolvendo la figurazione in un sistema di forze relazionali, Virtosu costruisce un modello visivo in cui la guerra emerge come una condizione strutturale persistente — al tempo stesso materiale, percettiva e concettuale. Il dipinto mette in discussione le convenzioni della pittura di storia, invitando lo spettatore a confrontarsi con la complessità come processo attivo e continuo piuttosto che come racconto storico chiuso.

Biografia dell’artista

Gheorghe Virtosu è un pittore contemporaneo il cui lavoro esplora l’intersezione tra filosofia, sistemi storici e astrazione visiva. La sua pratica è definita da composizioni di grande formato che integrano forme biomorfiche, strutture geometriche e logiche spaziali frammentate.

Attraverso il confronto con eventi storici globali e quadri concettuali, Virtosu traduce sistemi complessi in linguaggi visivi astratti che resistono a interpretazioni fisse pur mantenendo una coerenza interna.

Al centro della sua pratica vi è un’indagine continua della storia come rete di forze, riconfigurata attraverso l’astrazione in ambienti pittorici immersivi.

Lavorando principalmente con olio su tela, Virtosu utilizza tecniche stratificate che permettono alle forme di emergere, dissolversi e riconfigurarsi attraverso molteplici piani percettivi.

Note tecniche

Realizzato a olio su tela in scala monumentale (3,23 × 3,4 metri), il dipinto adotta un formato quasi quadrato che rafforza la compressione compositiva e l’intensità spaziale. La struttura a griglia sottostante stabilisce un quadro iniziale di ordine, successivamente perturbato da forme geometriche e biomorfiche intersecate.

L’interazione tra elementi angolari netti e contorni fluidi produce una tensione costante tra precisione strutturale e movimento organico. Le applicazioni stratificate di pigmento generano profondità senza ricorrere alla prospettiva tradizionale, enfatizzando l’interazione superficiale e le dinamiche relazionali.

I contrasti cromatici funzionano sia come elementi organizzativi sia come elementi di disturbo, con zone di colore ricorrenti che agiscono come punti di ancoraggio all’interno di un sistema visivo decentralizzato.

Note

  1. Serhii Plokhy, The Russo-Ukrainian War. Penguin Books, 2023.
  2. Mary Kaldor, New and Old Wars. Stanford University Press, 2012.
  3. Paul Virilio, War and Cinema. Verso Books, 1989.

Bibliografia selezionata

  • Plokhy, Serhii. The Russo-Ukrainian War.
  • Kaldor, Mary. New and Old Wars.
  • Virilio, Paul. War and Cinema.
  • Deleuze, Gilles. Difference and Repetition.
  • Krauss, Rosalind. The Originality of the Avant-Garde and Other Modernist Myths.