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Cuba
Un’isola di ritmi e memoria
Artista: Gheorghe Virtosu
Catalogo: Arte del Mondo
N. di catalogo: 248/249
Fonte della stampa: Estratto da DNA divino, 2016 (olio su tela)
Tecnica: Stampa a tiratura limitata
Edizione: 1/1
Autenticazione: Approvata e firmata sul verso dall’artista.
Classificazione dell’opera: Ritrattistica delle civiltà
Parte di Arte del Mondo, un progetto di El Arte Monumental che esplora l’arte contemporanea, l’identità culturale e la memoria visiva.
Descrizione
L’opera è costruita con forme grigio-argento strutturate, animate da rosso, blu, rosa e blu marino profondo. Masse arrotondate incrociano proiezioni acute, sottili verticali e passaggi geometrici frammentati, mentre elementi distaccati attivano il bianco circostante. L’impasto denso conferisce al fondo contenuto una vivace presenza fisica. L’equilibrio mutevole tra forme connesse e indipendenti suggerisce la memoria culturale stratificata di Cuba, mentre il forte ritmo interno evoca un’identità insulare plasmata da movimento, incontro e vitalità creativa.
Contesto culturale
Cuba si trova al punto d’incontro tra Mar dei Caraibi, Golfo del Messico e Oceano Atlantico. Società indigene abitavano l’isola prima che la colonizzazione spagnola iniziasse nel XVI secolo. Secoli di dominio coloniale, schiavitù africana e scambio transatlantico plasmarono profondamente la società cubana. L’indipendenza fu raggiunta nel 1902, seguita da importanti trasformazioni politiche e sociali nel corso del XX secolo.
La cultura cubana riunisce eredità africane, europee e caraibiche con distinte tradizioni nazionali. Lo spagnolo è la lingua principale. Musica e danza hanno ottenuto un’eccezionale influenza internazionale attraverso forme tra cui son, rumba e mambo, mentre letteratura, poesia, cinema, architettura e arti visive rivelano una storia creativa altrettanto ricca.
Contesto espositivo
Corpi grigi segnati da occhi si sovrappongono sopra barre rosse e blu, separati in alto e congiunti in basso. Colonialismo spagnolo, schiavitù, indipendenza e rivoluzione del 1959 danno profondità storica a Cuba, senza che un evento sia raffigurato. La figura condivisa dai molti occhi può essere una società ripetutamente riorganizzata senza trasformarsi in un solo volto liscio. Intervalli bianchi mantengono aperte le differenze nell’unità apparente.