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Zimbabwe
Pietra, altopiano e memoria duratura
Artista: Gheorghe Virtosu
Catalogo: Arte del Mondo
N. di catalogo: 093/249
Fonte della stampa: Estratto da DNA divino, 2016 (olio su tela)
Tecnica: Stampa a tiratura limitata
Edizione: 1/1
Autenticazione: Approvata e firmata sul verso dall’artista.
Classificazione dell’opera: Ritrattistica delle civiltà
Parte di Arte del Mondo, un progetto di El Arte Monumental che esplora l’arte contemporanea, l’identità culturale e la memoria visiva.
Descrizione
L’impasto nero forma il fondamento denso della composizione, attraversato da rosso, giallo, verde e piccole aree bianche. Alte forme appuntite si elevano da una base orizzontale ampia, mentre cerchi, cunei e campi curvi creano un ritmo interno concentrato. La geometria fortemente interconnessa suggerisce accumulazione e continuità, mentre il contrasto tra massa scura e colore saturo evoca storie mantenute insieme attraverso la trasformazione.
Contesto culturale
Lo Zimbabwe occupa un altopiano nell’Africa australe tra i sistemi fluviali dello Zambesi e del Limpopo. La sua storia comprende potenti Stati di lingua shona e il monumentale centro in pietra del Grande Zimbabwe, seguiti da successivi regni regionali. L’occupazione coloniale britannica creò la Rhodesia Meridionale; dopo una prolungata lotta di liberazione, lo Zimbabwe ottenne l’indipendenza riconosciuta internazionalmente nel 1980.
Le tradizioni Shona e Ndebele sono prominenti all’interno di una società culturalmente diversificata. Storia orale, musica, danza, ceramica, tessitura e intaglio restano importanti, mentre la musica mbira possiede un particolare significato culturale. Lo Zimbabwe è inoltre riconosciuto a livello internazionale per la moderna scultura in pietra e per una consistente tradizione letteraria.
Contesto espositivo
Forme nere erette salgono da una base colorata come teste dal collo lungo; i loro occhi circolari guardano separatamente verso fuori. Grande Zimbabwe, regni successivi, colonialismo dei coloni e indipendenza non entrano in un profilo unico. Le molte presenze verticali danno al paese una profondità abitata, senza corrispondere ciascuna a un’epoca. La base pesante e gli occhi distinti fanno della storia un terreno comune a più voci.